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Qualche altra considerazione finale: è stata una bella, bellissima vacanza, nonostante il tempo non fosse adatto per il surf come dicevano i surfisti spagnoli che si scambiavano opinioni tecniche di altissimo livello: Surfista spagnolo 1: “Como es las olas ??” (come sono le onde?) Surfista spagnolo 2: “Una mierdaaa!!!” Insomma alla fine a parte la non entusiasmante esperienza sportiva tutto il resto è andato bene, nonostante le scoregge lunghe 15 sec del Gaspari, nonostante la lentezza del Benz, nonostante che la Manu abbia rischiato di annegare e l’abilità organizzativa dell’Anna e tante altre cose….siamo tornati tutti interi, strinati come gamberi alla piastra ma felici.
L’ultima sera prima del volo di ritorno è stata spesa al ristorante “La Montevideana”, individuato su suggerimento di un’altra super gnocca individuata e circuita dal Golden e poi via…in giro per locali a ciucciare dei chupitos a base di amaretto di Venezia.
Jacopo issava subito bandiera bianca e rincasava con le mezze seghe subito dopo cena. Alcuni altri resistevano: Benz, Manu e Pant fino alle 2 o le 3 e gli irriducibili beoni Anna, Mick, Golden e Cri che si trascinavano come zombie all’alba al punto che l’Anna col suo piglio direttivo, al suono dell’implacabile sveglia ordinava: “Manu, finiscimi la valigia…che ho sonno”.
Il mattino dopo si parte…il Pantera e la Cri che si perdono tra toilette e duty free vengono chiamati all’altoparlante dell’aereoporto e insultati dalle hostess dell’aereo perché tutti gli altri passeggeri sono già imbarcati e con le cinture allacciate. Tutti piombano in un sonno letargico fino all’atterraggio dove non veniamo neanche fermati per essere in compagnia di un terrorista (Jacopo). Ci si divide per strade diverse: Mantova, Verona, Milano e Bologna con in mente un atroce pensiero: “cazzo…domani è lunedì e si lavora”. Hasta las olas Pantesurf
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