Alla sera ci concediamo la classica T-Bone (bistecca formato Flinstones) in quel di Moab, capitale degli sport estremi dal rafting alle discese in mountain byke. Piccola chicca, ricordate le bombe atomiche della II Guerra Mondiale? bene, l’uranio impiegato fu estratto a Moab, la più grande miniera di uranio del mondo.
Il mattino seguente ci risvegliamo fosforescenti e ci indirizziamo al Canyonlands Park; comincia a seguirci la nostra nuvoletta fantozziana in versione neve.


Il freddo e il gelo non raffreddano i bollenti ormoni del Pantera, capace di rimorchiare la bella ranger del parco. (Ndr: intima amica di Yogi)


Golden che nella tormenta non scorda di chiamare (con una scheda craccata inattiva) la sua donzella.

Dirigiamo a sud, sconfinando nella terra dei pistoleri, l’Arizona, che ci accoglie con un paesaggio molto diverso dai cartoni animati di beep beep e dal telefilm Bonanza.


Alloggiamo lungo la strada in un’anonima cittadina di nome Kayenta, in un Hotel gestito totalmente da indiani malmostosi. Per ripicca il Golden si fa cambiare stanza con la misera scusa di aver trovato dei capelli nella toilette spacciandoli per peli pubici giganti. Non paghi dell’affronto a una secolare e nobile cultura indiana a cena il Golden mi suggerisce beffardo: “chiedi all’indiano se ti porta dell’”acqua di fuoco” (per chi non la conoscesse, leggete Tex Willer o guardatevi “I forti di forte coraggio”).

Vediamo se siete state attenti, a chi sta telefonando con visibile preoccupazione il Pant?


Naturalmente alla sua banca per cercare di riattivare la carta di credito!!! …che dopo tre giorni di sudici tentativi, ancora non dava segni di vita.
Giudicando Dio non del tutto sufficiente la sfiga abbattutasi sui nostri eroi, provvedeva a bloccare anche la CartaSì del Golden. Intristiti, e squattrinati, i due si concedono una miserrima cena comprando in uno squallido McDonalds della riserva Navajo ben due ghiotti cheeseburgers al fantascientifico costo di 50 cents (in tutto!!!), equivalenti a 38 €cents.
Non esistono prove fotografiche a testimonianza, data la vergogna che si era impadronita della coppia di cialtroni. Da notare che loschi figuri pellerossa avevano adocchiato noi e il nostro macchinone pensandoci ricchi turisti da alleggerire del portafoglio.

Nella vergogna si arriva dopo un breve peregrinare in quel di Flagstaff sotto una nevicata copiosa, incuranti delle carte di credito col culo per terra, ci concediamo una notte di lusso in un Hilton a scrocco con i punti del Golden. Un tuffo in piscina prima della nanna ci carica per l’escursione al Grand Canyon del mattino seguente.

Ci risvegliamo sepolti dalla neve caduta abbondante tutta la notte, diretti al Canyon su 60 miglia di strada innevata. Ci congratuliamo con noi stessi per la scelta del nostro poderoso carro armato nonostante i consumi di un modesto 4.2 litri benzina capace di muovere il Titanic (affondato beninteso!).

La delusione è cocente quando le avverse condizioni meteo ci impediscono di vedere oltre il nostro naso. Senza perderci però d’animo ci rivolgiamo ad un noleggio aerei del loco.
Contattato un pilota, per il sorvolo del Canyon, stile Dick Dustdartly il quale ci propone un velivolo colmo di gloriosa storia…forse pure troppo….decliniamo.

Passiamo per la bella valle di Oak Creek, facendo tappa in una fantastica cioccolateria a Sedona, dove il Pantera non riesce a sottrarsi all’attrazione mistica delle mele candite. Notare la differenza tra le porzioni Golden e Pant.


A cena ci fermiamo in un ottimo family dinner degli Amish; terminato il pasto coi pompieri del luogo, il Pantera sfodera ancora una volta il suo infallibile fiuto per il risparmio scoprendo una rivista di coupon di sconti per gli alberghi del southwest. Rimediamo così una stanza del valore di 115 $ per soli 54 $ !!! Anche qui con piscina (all’aperto! Sigh!).
Le due domande che subito poniamo al giovane portinaio sono:
- Pant: dove c’è della vita?...o della gnocca?
- Golden: dove è un buon poligono? Ne vorrei uno dove spari con la mitragliatrice ai messicani…


Vista l’ora tarda e i poligoni chiusi la scelta è univoca: la gnocca.
Guidati dall’ineffabile istinto del Golden, ci troviamo un localino dove bersi un po’ di birre e nonostante la nebbia alcolica evitiamo di sborsare più di 50 $ per due tequile, proposte da un beffardo barman. Ripieghiamo su due drink del livello del nostro amato Parini.
Dopo tutto questo trangugiare alcol, ci appare come in una visione mistica un meraviglioso tanga diamantato che valorizza (nel caso ce ne fosse stato bisogno) due chiappette da mille e una notte.
Il Pantera viene trattenuto di forza da un morigerato Golden, ed esce dal locale con gli ormoni alle stelle.
Come i Re Magi seguirono la stella cometa, così il Golden, intravista un luce blu nella notte propone: “seguiamola che là c’è sicuramente da bere”! Il nostro volpone non si sbagliava.
Mentre il Pant all’ennesima birra messicana “XX” cerca di insegnare il suo slang australiano al barista che ride divertito, scopriamo che questo slang ci fa passare per una coppia di gay…no comment...forse per questo il barman rideva?!
Adocchiata una donzella visibilmente insoddisfatta e non appagata dal suo compagno (peraltro presente), Golden l’altruista distrae il carciofo con discorsi di arte moderna, mentre il Pantera si spara sulla morettina rimasta incustodita al bancone bar, riuscendo a farla bere senza tirar fuori neppure un dollaro…era ciucca già di suo.
Sciorinando il nostro esotico savoir fair europeo, riusciamo tra un drink e l’altro a scroccare una notte di ospitalità americana per il giorno dopo.
Facciamo rotta per Tucson, che non è più come nei fumetti di Tex, alla volta della valle dei cactus di Saguaro che raggiungiamo dopo un’ora di coda tra traffico e semafori, alla facciazza del villaggio western.


Momento yoga del Pant.

….e Golden in armonia con la natura.
Cactus “double dick”….e Golden invidioso….

Al tramonto ci attende un viaggio da sogno tra luoghi che fino ad ora avevamo solo immaginato attraverso i fumetti.

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